- Dettagli
- Visite: 284
IL MATERIALE LAPIDEO
I materiali lapidei sono stati utilizzati, fin dall’antichità, prevalentemente per la realizzazione di mosaici pavimentali, in quanto oltre ad essere resistenti all’usura e agli agenti atmosferici, si prestano ad essere levigati e lucidati, operazione indispensabile per far risaltare le tinte altrimenti opache.Talvolta esso è stato utilizzato anche per i mosaici parietali. Gran parte della produzione musiva più antica, fino al 1° sec. d.C., ha utilizzato quasi esclusivamente lapidei locali, impiegando speso rocce comuni.Solo in epoca imperiale con il diffondersi del gusto per lo sfarzo, fù avviata l’importazione di sempre maggiori quantità di materiali pregiati.Con la caduta dell’impero e la conseguente cessazione dell’attività estrattiva ( dal medioevo al XIX sec.), i lapidei continuarono ad essere impiegati grazie alla spoliazione dei templi, terme e basiliche e al conseguente reimpiego dei materiali.Nel corso dei secoli la maggior parte delle cave si è esaurita, per questo oggi si è soliti chiamare il materiale lapideo impiegato in epoca greco-romana “marmo antico”, comprendendo in esso tutte le pietre ornamentali e da costruzione a prescindere dalla loro composizione geologica.Le rocce sono aggregati dello stesso minerale o di minerali diversi che si prestano in ammassi rilevanti sulla superficie o all’interno della crosta terrestre. Rispetto alla loro origine, le rocce si dividono in tre gruppi: metamorfiche, vulcaniche e sedimentarie. Il marmo e una roccia metamorfica a struttura granulare saccaroide, derivata da trasformazione dovuta alla temperatura o alla pressione subita da calcari duri o dolomitici.Esso può essere di varia origine, durezza e composizione, dalla tessitura più o meno fine e in natura esiste una grandissima varietà di colori. Come tutte le rocce calcaree, il marmo può essere tagliato facilmente con la martellina, non è molto poroso e quindi resiste a lungo; inoltre, a seconda della composizione chimica e delle impurità presenti, può essere bianco o in varie altre tonalità.La colorazione e la durezza rendono un marmo più o meno adatto a questo scopo.Le rocce sedimentarie derivano da deposito di vario tipo quali detriti di rocce preesistenti, sostanze sciolte nell’acqua, resti animali o vegetali e materiali incoerenti presenti nei fenomeni eruttivi. Tra questo tipo di rocce le principali sono i calcari ( travertini e alabastri ), i ciottoli e carboni fossili ( ligniti e antraciti). Il travertino e l’alabastro calcareo, sono rocce di deposito chimico-fisico ma di aspetto molto simile al marmo. Il primo ha la superficie molto porosa , la stesa durezza del marmo e colorazioni molto chiare, soprattutto giallastre, il secondo invece presenta tonalità che vanno dal bianco-rosato al bianco-dorato. Tra le rocce calcaree non bisogna dimenticare quelle di origine sedimentaria-organogena, le lumachelle, nelle quali sono visibili i residui fossili e che hanno varie colorazioni a seconda delle impurità presenti. Le rocce di origine vulcanica, come i graniti, porfidi, i basalti, le pietre pomici, le ossidiane e le dioriti, sono derivate dal consolidamento di materiale magmatico proveniente dagli strati profondi della crosta terrestre nonostante siano più compatte e meno facili da lavorare come del marmo, hanno trovato largo utilizzo nell’arte musiva, soprattutto nei pavimenti “opus sectile” e nelle tarsie, dove i singoli elementi hanno dimensioni maggiori. I graniti sono composti di ortoclasio, quarzo e mica e, a seconda della purezza, assumono delle colorazioni che vanno dal grigio al nero e dal verde al rosso. I porfidi hanno una composizione simile a quella dei graniti, ma una struttura diversa, costituita da cristalli dispersi i una massa compatta e con tonalità che vanno dal rosso-viola al verde. Infine le dioriti, costituite da feldspati e anfiboli con una struttura granulare, hanno colorazioni variabili dal grigio al verde scuro.


